Abitare la densità
La casa bassa ad alta densità come progetto possibile per la costruzione di nuovi paesaggi urbani

Contenuti

Questo sito è la versione ON-LINE del CD-Rom allegato al testo "Abitare la densità"; questo breve saggio è una rielaborazione della tesi intitolata “Costruire la casa, Costruire la città. L’unità di abitazione orizzontale come progetto possibile per la costruzione di nuovi paesaggi urbani”, redatta all’interno del corso di dottorato in “Architettura, Urbanistica e Conservazione dei luoghi dell’abitare e del paesaggio” attivo presso il dipartimento di progettazione della Facoltà di Architettura Civile - Campus Bovisa del Politecnico di Milano e di­scussa presso lo stesso Politecnico nel giugno 2005.
Il contenuto del sito è cotituito da 34 schede che organizzano la base per un Atlante di casi studio di cui l’obiettivo è quello di raccogliere progetti di insediamenti residenziali realizzati che possano essere annotati entro la categoria di casa bassa ad alta densità ordinati attraverso la lettura di alcuni caratteri specifici.
I casi studio sono stati selezionati in ambito europeo, realizzati dal 1990 al 2005, spesso molto diversi fra loro ma comunque riconducibili a ciò che, nel testo, viene definito come progetto di casa bassa ad alta densità.
I casi studio presentati possono essere ordinati sia attraverso 12 caratteri particolari, ritenuti significativi per costruire un sistema di requisiti prestazionali, siano essi formali, spaziali o funzionali, che in tre grandi categorie più squisitamente tipologiche: casa isolata, casa a schiera e blocco compatto.
Ogni scheda, attraverso una breve descrizione, alcuni dati dimensionali, disegni e fotografie, propone una sintesi del progetto in esame, mettendo in evidenza il parametro della densità intesa come numero di abitazioni per ettaro.

Abitare la densità

Nel testo sono affrontati alcuni temi ritenuti cruciali all’interno del dibattito che negli ultimi anni ha preso piede con sempre maggior forza intorno al tema della residenza, in particolare volendo trattare il tema della “casa bassa ad alta densità” vengono illustrati diversi progetti realizzati per meglio chiarire la posizione sostenute.
La riflessione che sta alla base del testo si fonda sulla considerazione che il progetto della casa oggi passa attraverso la lettura di permanenze e mutazioni di forme e modi d’uso, per questo ci si ocuupa di permanenze e mutazioni nella città contemporanea, per verificare se a fronte di rapide trasformazioni alla grande scala che oggi configurano un territorio globale e globalizzato, possiamo dire che la casa invece si propone come oggetto della permanenza, seppur soggetta a micromutazioni, cioè si intende dire che nel progetto della casa i cambiamenti sono molto lenti e infinitesimali, ma comunque presenti, mentre nella configurazione della città e del territorio urbanizzato più in generale, le mutazioni degli ultimi decenni sono state più veloci e quindi evidenti.
Più nello specifico si affronta il tema della residenza contemporanea, approfondendo la questione della “casa bassa ad alta densità” quale strumento per la costruzione di nuovi paesaggi urbani, leggendo in questo progetto, in questa modalità insediativa recentemente divenuta oggetto di numerose proposte da parte del mercato immobiliare europeo, una possibile soluzione nel tentativo di contrastare da un lato il fenomeno della città diffusa di cui la casa unifamiliare rappresenta l’oggetto architettonico prevalente e dall’altro un modello di edilizia residenziale multipiano, che costituisce a tutt’oggi larga parte delle nuove periferie ma non sembra possedere le qualità per partecipare ad un disegno più complesso di forma urbana.
Il tema viene messo a fuoco cercando di chiarire soprattutto il punto di vista che costituisce il filo conduttore di tutto il lavoro, il punto di vista dell’architetto, quindi la lettura delle modificazioni di forme e spazi abitati, puntando l’attenzione sul progetto di architettura nella sua specificità fisica attraverso materia e costruzione.
Attraverso l’ausilio di alcuni progetti realizzati in Europa negli ultimi due decenni sono posti in evidenza i caratteri principali attraverso i quali si definisce il progetto di casa bassa ad alta densità nel tentativo da un lato di disegnare un quadro organizzato di un vario panorama edilizio, dall’altro di capire se l’offerta del mercato trova una qualche corrispondenza nel dibattito disciplinare. Vengono illustrati i caratteri “dominanti” del progetto di case basse ad alta densità, così come le eccezioni che di volta in volta contribuiscono a conferire il segno particolare ad ogni singolo caso.
Innanzitutto è necessario gettare uno sguardo sulle mutazioni territoriali, a grande scala, collocando la modalità insediativa della casa bassa ad alta densità a metà tra il progetto urbano e il progetto di architettura, infatti vogliamo indagare un progetto possibile per i nuovi territori urbani, con l’idea che la densità residenziale, necessaria per molte ragioni, possa essere ottenuta anche attraverso l’uso della casa bassa, riuscendo a conferire carattere urbano, privacy e senso d’identità a nuovi comparti residenziali.
In seguito si analizzano le permanenze, la forma costruita, per osservare come al mutare dei modi le forme del costruito permangano, o comunque il tempo della mutazione sia molto più lento.
Proviamo a capire le questioni del dibattito in corso sul tema della residenza e più nello specifico il ruolo che ha avuto e continua ad avere il “dispositivo” edilizio che definiamo, per comodità, unità di abitazione orizzontale.
Ovviamente non stiamo parlando di nulla di nuovo, nessuna proposta avveniristica né innovativa, tanto che gli esempi utilizzati a supporto della ipotesi iniziale riguardano tutti progetti realizzati negli ultimi due decenni; quello che però importa sottolineare è come l’espressione apparentemente paradossale di casa bassa ad alta densità sia in grado di raccogliere una molteplicità di situazioni per alcuni versi differenti, per localizzazione e dimensione dell’intervento, ma per molti altri simili e sempre più richiesta e proposta sul mercato immobiliare residenziale.
Infatti l’idea che si cerca di mettere il luce è proprio quella che la modalità insediativa della casa bassa ma densa risulta essere poco studiata e codificata dalla cultura disciplinare contemporanea, e invece largamente diffusa negli ambiti più legati al fare, quindi per soddisfare una lecita richiesta di mercato.
Prevalentemente nel nord Europa siamo in grado di censire moltissime esperienze che fanno della casa bassa ad alta densità una condizione necessaria e sufficiente per un buon abitare, potremmo dire, isolato ma in comunità.

Temi di progetto

Per aggiungere degli elementi alla lettura del progetto di case basse ad alta densità risulta utile mettere a confronto i progetti osservati con l’ausilio di una suddivisione tipologica, incrociando i tre principali modelli insediativi, blocco compatto, schiera e casa isolata, con i temi progettuali che sono stati ipotizzati.
Pertanto è possibile ad una prima valutazione fare alcune considerazioni: il dato più evidente sembra essere la presenza assolutamente rilevante dell’alloggio tradizionale vale a dire un taglio delle abitazioni piuttosto classico, che nella maggior parte dei casi si traduce in soggiorno, cucina, due camere da letto e servizi, senza nessun ambiente flessibile, o comunque indefinito nella sua funzione o posizione rispetto agli altri spazi della casa.
Questa abitazione, il più delle volte è su due livelli, quindi con una scala interna, sia essa isolata o inscritta in un blocco edilizio, e raramente questo doppio livello si trasforma in uno spazio a doppia altezza. Per contro possiede quasi sempre un giardino privato o un terrazzo, oppure un patio interno aperto, in qualche caso due o tutti questi elementi insieme.
La tipologia della casa a patio viene utilizzata in molti casi come matrice per sperimentare delle sezioni complesse dove la compattezza del blocco edilizio diviene porosa, attraversata dai vuoti del patio. Spesso il patio, il giardino e il terrazzo diventano complementari o sostitutivi rispetto ad una vista particolare sul paesaggio, sia esso naturale o antropizzato, di tipo privilegiato, dato che in molte occasioni il complesso edilizio trova nel punto di vista, l’affaccio sul canale o sul parco, la propria ragione localizzativa e su questo costruisce delle specifiche relazioni interne.
Quasi sempre è prevista la separazione dei percorsi pedonali da quelli carrabili, la presenza di box privati o garages è indispensabile, come l’accesso all’abitazione attraverso percorsi separati: una delle caratteristiche fondamentali del sistema insediativo è la pedonalizzazione dei percorsi, che diventano alternativi all’uso dell’auto, elementi opposti ma complementari.
Talvolta i percorsi di distribuzione si fondono o conducono a spazi comuni, più o meno attrezzati, di pertinenza condominiale nei quali, pur non essendo pubblici, quindi non disponibili per chiunque, è insito il significato urbano di ogni intervento, come se si potesse per traslazione leggere in questi le possibilità date dagli elementi di composizione della città. Infatti attraverso l’ambito comune il progetto interpreta l’idea di suolo collettivo all’interno del quale le abitazioni si rappresentano in comunità.
I progetti analizzati si rivolgono, ad un target centrale, ad un nucleo famigliare tradizionale, pertanto si collocano in una fascia media per ciò che concerne le superfici e quindi anche i costi di costruzione e delle finiture. Non vengono quasi mai proposte soluzioni eclatanti attraverso l’ausilio di particolari tecnologie innovative, né per i sistemi di costruzione, né per la dotazione impiantistica, nel rispetto del significato di abitazione che si è voluto sin qui sottintendere un significato più largo, legato al concetto di luogo.
È forse proprio per questa sobrietà latente, per questa essenzialità implicita nel progetto della casa, che risulta più facile, laddove esiste, cogliere il nesso tra il progetto di residenza e il suo valore urbano. Il progetto di unità di abitazione orizzontale si configura come una parte di città, o meglio, di territorio urbano, conclusa in se stessa, nucleo privo di servizi comuni o di spazi pubblici della collettività, ma comunque elemento sintetico appartenente ad una struttura esistente di scala maggiore.
Per questo spesso vengono utilizzati degli elementi stilistici o compositivi tali da permettere l’immediata identificazione dell’isola abitativa, il linguaggio viene usato come principio di identità e riconoscibilità; inoltre la quasi totale assenza di servizi, cioè la monofunzionalità rende possibile definire questi insediamenti vere e proprie isole residenziali.
Dunque questi sono i caratteri sono verificati nei progetti analizzati. Progetti di unità residenziali complesse realizzati in ambito europeo a partire dal 1990 circa che si presentano molto eterogenei fra loro, per dimensioni, contesti, budget, e non ultimo per densità, parametro che misura il numero di abitazioni per ettaro, utilizzato per confrontare i vari esempi. Tutti però hanno dei tratti in comune, tutti descrivono un gruppo di abitazioni pensate in maniera unitaria, senza perdere l’idea di unicità del singolo.
La scelta di comparare i vari progetti attraverso il parametro della densità non è casuale, ed anzi significativa per le possibili considerazioni che si possono avanzare al termine di questo lavoro e cioè appunto l’idea che sia necessaria ed anzi fondamentale l’idea di densità intesa non come accumulazione ma come compattezza e concentrazione, non come ripetizione ma come varietà e complessità quale presupposto per affrontare un possibile progetto di unità di abitazione orizzontale che abbia come obiettivo la risposta ad un buon abitare isolato insieme alla consapevolezza di fare parte di un territorio urbano esteso.