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Il progetto dell'abitare tra permanenze e mutazioni

A22

Laboratorio di Progettazione dell'Architettura degli Interni

Corso di laurea in Scienze dell'Architettura

Facoltà di architettura Civile - Politecnico di Milano

Introduzione

Dice Lao Tsè , in risposta a Celeste o dell'eresia:
"Di creta si fanno i vasi
ma il vuoto in essi
è l'essenza del vaso.
Mura con finestre e con porte fanno la casa
ma il vuoto in esse
è l'essenza della casa."

L'esperienza svolta in questi anni nel Laboratorio di Progettazione dell'Architettura degli Interni collocato al primo anno del corso di studi in Scienze dell'Architettura della Facoltà di Architettura Civile del Politecnico di Milano ci ha permesso di constatare come l'insegnamento dei principi dell'architettura d'interni, soprattutto nella forma del laboratorio, sia uno strumento straordinario per avviare i giovani studenti alla progettazione. In questo laboratorio è infatti possibile esercitare gli studenti al controllo dello spazio attraverso il progetto, partendo dall'uomo, dai suoi bisogni e dalle sue misure.

Nel tempo abbiamo consolidato un approccio metodologico e didattico che ci pare condurre con coerenza gli studenti verso questi obiettivi. Il lavoro dell'anno è articolato attraverso tre differenti esercitazioni.

La prima esercitazione consiste nell'analisi di una casa, assegnata dalla docenza sulla base di un elenco che comprende oltre cinquanta ville singole realizzate tra il 1920 e il 2000 - da Le Corbusier a Rem Koolhaas. L'analisi viene condotta inizialmente attraverso strumenti semplici e intuitivi, portando gli studenti settimana dopo settimana a costruire una lettura via via più formalizzata e disciplinare.

La seconda esercitazione, spesso primo esercizio progettuale degli studenti nella Facoltà, consiste nella progettazione, dal layout fino al dettaglio costruttivo, di un modulo abitativo da collocare all'interno di uno spazio non-residenziale esistente. In questa impostazione risulta prima di tutto evidente il riferimento al tema del Loft che, lontano da suggestioni legate a mode culturali o immobiliari, nasce da precise considerazioni progettuali. In primo luogo si riconosce a questa particolare forma di residenza/lavoro il vantaggio di scardinare le forme spaziali consolidate nell'immaginario degli studenti, obbligandoli a ricostruire un rapporto forma-funzione assai più complesso e vario di quello sperimentato nella loro vita quotidiana. In secondo luogo il legame con la storia specifica del Loft Movement fornisce il pretesto per la costruzione di un rapporto diretto arte-architettura, tema molto caro a questo corso. Il secondo riferimento di questa esercitazione è alla tradizione propriamente disciplinare del macro-arredo e della casa attrezzata, proponendo agli studenti un percorso che va da alcuni celebri esempi del passato, alla sperimentazione del Movimento Moderno, all'architettura radicale degli anni Settanta, alle nuove sperimentazioni segnate dalla sostenibilità.

L'esercitazione finale, che gli studenti portano all'esame, pone un tema completamente diverso: il progetto di allestimento. Agli studenti viene chiesto di progettare l'allestimento temporaneo di una mostra dedicata ad un celebre designer (negli anni si è lavorato su Achille Castiglioni, Bruno Munari, Enzo Mari, Joe Colombo, Charles e Ray Eams, Alvar Aalto), facendosi carico anche dell'analisi dell'opera dell'autore e conseguentemente della curatela dell'esposizione, selezionando opere, temi, immagini e materiali. Questo tema risulta da un lato più facilmente affrontabile dagli studenti del primo anno a causa di implicazioni statiche e tecniche molto semplificate, permettendo un approfondimento costruttivo e materico fino al dettaglio al vero. D'altro canto risulta invece una sfida assai complessa per il suo rarefatto rapporto con il dato funzionale, costringendo gli studenti ad una chiarezza metodologica e progettuale affatto scontata.

All'attività progettuale vengono affiancati altri strumenti fondamentali per la comunicazione dell'architettura: le lezioni, la lettura di testi teorici e critici e l'esperienza diretta dell'architettura. Ad integrazione delle lezioni teoriche del corso di Fondamenti di Architettura degli Interni, la docenza del laboratorio propone una serie di comunicazioni, a volte dal carattere teorico-critico, altre più propriamente operativo, finalizzate comunque alla costruzione del quadro di riferimento delle esercitazioni in corso. Durante il periodo tra la prima e la seconda esercitazione, viene chiesto agli studenti di leggere due libri (assegnati dalla docenza) che vengono poi discussi in piccoli gruppi, ciascuno guidato da uno dei collaboratori. Grande importanza nella costruzione dell'esperienza didattica del Laboratorio hanno infine i viaggi di studio e le visite di architettura. Ogni anno in più di un'occasione si esce dall'aula insieme: per visitare le aree di progetto, per il viaggio di studio vero e proprio e per altre visite di architettura nella città. Il viaggio di studio costituisce una presa di contatto con il vero materiale di lavoro dell'architetto, lo spazio, molto spesso sorprendente per gli studenti, curiosamente legati a un modello concettuale, quasi umanistico, della pratica progettuale.

Il punto di vista sull'architettura che il progetto d'interni propone pare oggi più che mai una prospettiva privilegiata per comprendere il rapporto tra l'uomo e l'architettura stessa, per perseguire coerentemente la costruzione di uno spazio che sappia essere "atto di qualificazione, [...] autentica attribuzione o donazione di senso", per tentare un'educazione allo Spazio Primario che caratterizzi fin dalle fondamenta il sapere dei nostri studenti.